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DORA PALUMBO

sindaca

2 Agosto 2023: no ai fascisti, no alla NATO!

Sinistra Unita per Bologna: “Lottiamo per una memoria storica di classe, contro il revisionismo dell’attuale governo”

Oggi ricordiamo il quarantatreesimo anniversario della strage di Bologna. Lo facciamo prendendo parte alle iniziative di commemorazione dove porteremo, oggi come sempre, tutta la nostra rabbia e la nostra lotta. Negli ultimi anni sono arrivate conferme che non ci hanno sorpreso per nulla: la strage fascista fu protetta dallo Stato.

Oggi scendiamo in piazza per la strage di Bologna, i suoi morti e feriti e i familiari delle vittime. Ma ricordiamo anche i decenni di depistaggio e menzogne, le carte tuttora secretate, l’uso che si è fatto e si continua a fare delle armi della NATO e del braccio armato fascista in questo Paese.

Quest’anno l’anniversario si celebra sotto un governo di destra dalle ben note simpatie neofasciste, una classe politica straripante di nomi che hanno preso parte al depistaggio e alla promozione di “piste” alternative a quella della strage neofascista che sappiamo essere realmente avvenuta. Giorgia Meloni e i suoi “fratelli” hanno continuato negli anni a rilasciare dichiarazioni vergognose sugli attentati come quello della stazione di Bologna, tornando addirittura a proporre la cosiddetta pista palestinese.

Oggi più che mai, al revisionismo storico opponiamo la nostra memoria storica. Scendere in piazza per ricordare il 2 agosto significa ricostruire una storia politica lungamente taciuta. La memoria della strage di Bologna si presenta fragile di fronte al negazionismo dell’attuale governo, anche a causa delle bugie che l’hanno lungamente oscurata. Menzogne che, non lo dimentichiamo, hanno attraversato gran parte dell’arco politico istituzionale.

Per questo è ancora cruciale ricordare questa giornata, partecipare criticamente alla sua celebrazione, ribadire che “sappiamo chi è Stato”. Quella della bomba alla stazione di Bologna è la storia della città e di chi da quella strage fu colpito direttamente, ma è anche storia di classe, perché il decennio nero delle stragi di Stato fu organizzato per colpire e abbattere il movimento dei lavoratori che stava crescendo.

Quest’anno sarà il secondo anno in cui il 2 agosto cade in un contesto di guerra e corsa agli armamenti. È vero che le guerre imperialiste nel mondo non si sono mai fermate, e che la NATO, Italia compresa, non ha mai smesso di prendervi parte. Ma il conflitto ucraino ci tocca da vicino, e a renderne evidente la peculiarità è anche il discorso di guerra in cui ormai da tempo ci troviamo a dibattere. L’attuale conflitto ha portato anche all’esaltazione dei nostri “alleati”, compresi i nazisti del battaglione AZOV, esaltati come eroi, o ancora peggio come partigiani, da tutta la classe politica e dagli organi di propaganda di guerra. L’Unione Europea sta votando per dirottare i fondi del PNRR nella corsa agli armamenti, mentre la povertà e lo sfruttamento sul lavoro continuano a crescere.

Per questo il 2 agosto saremo in piazza per ricordare una delle tante stragi fasciste nella storia del nostro paese, portando parole d’ordine chiare contro il fascismo e fuori dall’ipocrisia dell’antifascismo istituzionale, di facciata. Vogliamo uno Stato senza bracci armati, che siano le bombe in stazione dei neofascisti o quelle nelle basi NATO diffuse su tutto il territorio.